Scoprite perché l’esposizione al sole accelera la perdita di collagene e quali accorgimenti consentono di proteggere meglio la vostra pelle.
Ogni estate approfittiamo del sole per rilassarci, viaggiare o trascorrere più tempo all’aria aperta. Tuttavia, questa stagione è anche quella in cui la nostra pelle è maggiormente esposta alle aggressioni responsabili dell’invecchiamento cutaneo.
Sebbene l’abbronzatura dia spesso l’impressione di una pelle più luminosa, gli effetti invisibili del sole sono ben diversi. I raggi ultravioletti (UV), il calore, la disidratazione e lo stress ossidativo accelerano la degradazione del collagene, una proteina essenziale per la compattezza, la morbidezza e l’elasticità della pelle.
Risultato: dopo le vacanze, molti notano una pelle più secca, un incarnato meno uniforme, una perdita di elasticità o rughe più evidenti.
Perché il collagene è particolarmente vulnerabile durante l’estate? Quali sono i meccanismi in gioco? E, soprattutto, come proteggere la pelle a lungo termine?
In questa guida completa, scoprite perché l’estate accelera la perdita di collagene, quali sono i meccanismi biologici coinvolti e le migliori pratiche per proteggere la vostra pelle durante tutta la stagione estiva.
Cosa scoprirete in questo articolo
- Perché i raggi UVA sono i principali responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle.
- I 6 fattori estivi che accelerano la degradazione del collagene.
- Perché i primi sintomi compaiono spesso dopo le vacanze.
- I trattamenti più efficaci per preservare a lungo la compattezza e l’elasticità della pelle.
- In che modo la vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene.
- Le risposte alle domande più frequenti sul sole, sul collagene e sul fotoinvecchiamento.
Perché l’estate è la stagione peggiore per il collagene?
L’estate è il periodo dell’anno in cui la pelle è maggiormente esposta alle aggressioni esterne. Le giornate sono più lunghe, i raggi solari sono più intensi e le attività all’aria aperta si moltiplicano. Di conseguenza, il collagene è sottoposto a uno sforzo maggiore.
I raggi ultravioletti (UV), il calore, la disidratazione, il sale marino, il cloro delle piscine e il vento creano un ambiente particolarmente ostile per la pelle.
A differenza dell’invecchiamento naturale, che si manifesta gradualmente nel corso degli anni, queste aggressioni stagionali agiscono in modo più intenso solo per alcune settimane.
Sotto l’effetto dei raggi UVA, nelle profondità della pelle si formano i radicali liberi. Questi favoriscono lo stress ossidativo e attivano enzimi in grado di degradare progressivamente le fibre di collagene.
Allo stesso tempo, i fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene, diventano meno attivi. La pelle finisce così per distruggere più collagene di quanto ne produca.
Questo squilibrio è uno dei principali meccanismi del fotoinvecchiamento, responsabile di una progressiva perdita di compattezza, elasticità e densità cutanea.
I raggi UVA: i veri nemici del collagene
Quando si parla degli effetti del sole sulla pelle, spesso si pensa alle scottature. Eppure, queste rappresentano solo una parte dei danni causati dai raggi ultravioletti.
I principali responsabili della perdita di collagene sono i raggi UVA.
A differenza dei raggi UVB, che agiscono principalmente sulla superficie della pelle e provocano le scottature solari, i raggi UVA penetrano molto più in profondità, fino al derma. È proprio in questo strato che si trovano i fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina.
In altre parole, i raggi UVA agiscono direttamente sulle strutture che consentono alla pelle di mantenere la propria compattezza ed elasticità.
I raggi UVA sono presenti tutto l’anno
Contrariamente a quanto si crede comunemente, i raggi UVA non sono limitati alle giornate di grande caldo.
Rappresentano circa il 95% dei raggi UV che raggiungono la superficie terrestre e rimangono presenti:
- Anche quando il cielo è coperto;
- attraverso le nuvole;
- Dietro i finestrini di un’auto o di un ufficio;
- Dalla mattina fino al tardo pomeriggio.
In estate, la loro intensità è naturalmente maggiore e i periodi di esposizione sono spesso molto più lunghi, il che aumenta i danni cumulativi.
Cosa succede davvero sotto la pelle
Gli effetti dei raggi UVA sono invisibili. A differenza di una scottatura solare, che si manifesta rapidamente, i danni causati dai raggi UVA si sviluppano gradualmente. Quando penetrano nel derma, si innescano diversi meccanismi biologici.
1. Produzione di radicali liberi
I raggi UVA favoriscono la formazione dei radicali liberi, molecole instabili prodotte naturalmente dall’organismo, ma la cui quantità aumenta notevolmente sotto l’effetto dei raggi UV. Quando diventano troppo numerosi, provocano uno stress ossidativo, un fenomeno che altera il normale funzionamento delle cellule cutanee.
2. Attivazione delle metalloproteinasi (MMP)
Di fronte a questo stress ossidativo, la pelle attiva alcuni enzimi naturalmente presenti nel derma: le metalloproteinasi matriciali (MMP). Il loro ruolo è quello di contribuire al rinnovamento dei tessuti. Tuttavia, quando vengono attivate in modo eccessivo dai raggi UVA, degradano le fibre di collagene molto più rapidamente di quanto dovrebbero. Progressivamente, la rete di sostegno della pelle si disorganizza.
3. Un rallentamento della produzione di collagene
Allo stesso tempo, i raggi UVA alterano anche l’attività dei fibroblasti. A causa delle ripetute aggressioni, queste cellule diventano meno efficienti e producono meno nuove fibre di collagene. La pelle si trova quindi in una situazione sfavorevole:
- Viene distrutto una maggiore quantità di collagene;
- Viene prodotto meno collagene.
Con il susseguirsi delle esposizioni, questo squilibrio contribuisce all’invecchiamento precoce della pelle.
Perché si parla di fotoinvecchiamento?
Il fotoinvecchiamento indica l’invecchiamento precoce della pelle causato dall’esposizione ripetuta ai raggi ultravioletti. A differenza dell’invecchiamento naturale, è direttamente legato alle aggressioni esterne, principalmente quelle del sole.
Può manifestarsi più rapidamente nelle persone che:
- Si espongono spesso al sole senza protezione solare;
- Praticano regolarmente alcune attività all’ aperto;
- Cercano un’abbronzatura duratura;
- Vivono in regioni molto soleggiate.
Perché i danni non sono immediatamente visibili?
Durante le vacanze, l’abbronzatura spesso dona un aspetto sano. L’incarnato appare più uniforme, alcune imperfezioni sembrano meno evidenti e la pelle appare temporaneamente più luminosa.
Eppure, nonostante questa apparenza, i meccanismi di degradazione del collagene continuano ad agire. Di solito è solo diverse settimane dopo che i primi segni diventano più evidenti:
- Una pelle che sembra più secca;
- Una perdita di flessibilità;
- Una mancanza di fermezza;
- Rughe più evidenti;
- Un incarnato più spento.
Questi cambiamenti sono spesso il risultato dell’accumulo delle aggressioni subite nel corso dell’estate.
Le 6 cause estive che accelerano la perdita di collagene
Il sole non è l’unico responsabile dell’invecchiamento cutaneo durante l’estate. In realtà, diversi fattori agiscono contemporaneamente, rafforzandosi a vicenda. È proprio questo accumulo quotidiano a spiegare perché, alla fine dell’estate, la pelle appare spesso più secca, meno tonica e meno elastica.
Comprendere queste aggressioni permette di adottare i giusti comportamenti per preservare a lungo termine il proprio capitale di collagene.
1. I raggi UV: il fattore più dannoso
I raggi ultravioletti rimangono il principale fattore ambientale responsabile del fotoinvecchiamento. I raggi UVA stimolano la produzione di radicali liberi e attivano le MMP, enzimi in grado di degradare progressivamente le fibre di collagene. I danni sono spesso invisibili all’inizio, ma si accumulano con il susseguirsi delle esposizioni.
2. Il calore favorisce la disidratazione della pelle
Le temperature elevate aumentano la sudorazione e la perdita di liquidi. Una pelle disidratata appare:
- Meno flessibile;
- Meno formosa;
- Più ruvida;
- Più segnata dalle rughette.
3. Il sale marino indebolisce la barriera cutanea
Quando il sale rimane a lungo sulla pelle, può favorirne la disidratazione. Una doccia con acqua dolce dopo ogni bagno aiuta a preservare il benessere della pelle.
4. Il cloro delle piscine secca la pelle
Il cloro può alterare il film idrolipidico che protegge naturalmente la pelle. I bagni ripetuti possono causare:
- una sensazione di tensione;
- una pelle più secca;
- un fastidio cutaneo.
5. Il vento accelera la perdita di acqua
Il vento aumenta l’evaporazione dell’acqua presente sulla superficie della pelle. In combinazione con il sole e il calore, accentua i fenomeni di disidratazione.
6. Lo stress ossidativo si accumula durante tutta l’estate
I raggi UV, ma anche l’inquinamento, la mancanza di sonno, il fumo o un’alimentazione squilibrata favoriscono la produzione di radicali liberi. Quando le difese antiossidanti dell’organismo vengono sopraffatte, le cellule cutanee diventano più vulnerabili e l’invecchiamento della pelle accelera.

Il bilancio dopo l’estate
L’abbronzatura dà l’illusione di una pelle più sana, mentre i meccanismi di degradazione descritti in precedenza continuano ad agire in profondità per tutta la durata dell’esposizione. È proprio questo divario tra l’aspetto immediato e l’impatto reale sul collagene che spiega perché il bilancio si fa generalmente a settembre, una volta che l’abbronzatura è svanita.
La buona notizia è che questo fenomeno non è inevitabile. Bastano alcune semplici abitudini, messe in pratica per tutta l’estate, per limitare notevolmente questi danni.
Le migliori abitudini per mantenere la compattezza e l’elasticità della pelle
È impossibile prevenire del tutto i danni causati dall’estate, ma è assolutamente possibile limitarne l’impatto sul collagene della pelle. Ecco alcune abitudini che fanno davvero la differenza.
1. Proteggere la pelle dai raggi UV, anche quando il cielo è coperto
Una protezione solare ad ampio spettro (UVA/UVB), con un indice SPF compreso tra 30 e 50, rimane la misura più efficace per rallentare la degradazione del collagene. Deve essere applicata ogni mattina, anche in caso di cielo coperto, e rinnovata ogni due ore in caso di esposizione prolungata.
2. Idratare la pelle mattina e sera
Una pelle ben idratata resiste meglio alle aggressioni esterne. Una crema a base di acido ialuronico o glicerina aiuta a limitare la perdita di acqua causata dal calore e dal vento.
3. Sciacquare la pelle dopo il bagno al mare o in piscina
Il sale e il cloro indeboliscono il film idrolipidico che protegge naturalmente la pelle. Una doccia con acqua corrente dopo ogni bagno, seguita dall’applicazione di una crema idratante, permette di limitare questa aggressione quotidiana.
4. Puntare su un’alimentazione ricca di antiossidanti
Frutti rossi, agrumi, verdure colorate, tè verde: questi alimenti aiutano l’organismo a neutralizzare i radicali liberi prodotti in eccesso sotto l’effetto dei raggi UV e rafforzano le difese naturali della pelle.
5. Non trascurare il sonno
È soprattutto di notte che la pelle si rigenera. Un sonno di qualità favorisce l’attività dei fibroblasti e, di conseguenza, la produzione naturale di collagene.
6. Fornire all’organismo i nutrienti giusti
Il collagene e la vitamina C svolgono in questo contesto un ruolo complementare. È ciò che illustreremo in dettaglio nella sezione seguente.
Il ruolo della vitamina C nella formazione normale del collagene
Tra le sostanze nutritive essenziali per il mantenimento delle riserve di collagene, la vitamina C occupa un posto speciale.
Un cofattore indispensabile per la sintesi del collagene
Da un punto di vista biochimico, la vitamina C interviene direttamente nella produzione del collagene: è necessaria per l’idrossilazione della prolina, una fase fondamentale che stabilizza la struttura a tripla elica della proteina. Senza un apporto sufficiente, questa sintesi viene rallentata.
È su questa base che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) riconosce che la vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per garantire il normale funzionamento della pelle, delle cartilagini, delle ossa, delle gengive, dei denti e dei vasi sanguigni.
Come confermano gli studi più recenti
Uno studio condotto dall’Università di Otago (Nuova Zelanda), pubblicato alla fine di ottobre 2025, ha esaminato l’effetto di un maggiore apporto alimentare di vitamina C in adulti in buona salute, in Nuova Zelanda e in Germania. I partecipanti che hanno aumentato il loro consumo di vitamina C, fino a circa 250 mg al giorno, hanno visto aumentare i livelli cutanei di vitamina C parallelamente a quelli ematici.
I ricercatori hanno osservato, negli stessi partecipanti, un aumento dello spessore della pelle, un indicatore associato a una produzione più sostenuta di collagene, nonché un rinnovamento più rapido delle cellule dell’epidermide. È interessante notare che la vitamina C assunta con l’alimentazione raggiunge efficacemente tutti gli strati della pelle attraverso la circolazione sanguigna, mentre la sua applicazione topica penetra con maggiore difficoltà nella barriera cutanea.
Riferimento: Pullar J.M. et al. Miglioramento dei livelli di vitamina C nella pelle umana e della funzione cutanea in seguito all’assunzione alimentare di kiwi. Journal of Investigative Dermatology. 2025.
→ Consulta lo studio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022202X25021371
Buono a sapersi
La vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per garantire il normale funzionamento della pelle. Alcuni integratori alimentari combinano i peptidi di collagene e la vitamina C per riunire questi due ingredienti in un’unica formula, a integrazione di una dieta varia ed equilibrata.
Questo è ciò che dimostrano gli studi scientifici
I meccanismi descritti in questo articolo sono oggi ampiamente documentati dalla letteratura scientifica. Numerose recensioni pubblicate su riviste internazionali di riferimento confermano il ruolo dei raggi UV nel fotoinvecchiamento e nel progressivo deterioramento del collagene.
I raggi UV attivano gli enzimi responsabili della degradazione del collagene.
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences dimostra che i raggi UV aumentano l’espressione delle metalloproteinasi matriciali (MMP), enzimi che degradano il collagene e altre proteine essenziali per la struttura e il mantenimento della pelle.
Pittayapruek P. et al. Il ruolo delle metalloproteinasi della matrice nel fotoinvecchiamento e nella fotocarcinogenesi. International Journal of Molecular Sciences. 2016.
→ Consulta lo studio: https://www.mdpi.com/1422-0067/17/6/868
I raggi UVA favoriscono lo stress ossidativo e alterano l’attività dei fibroblasti
Una rivista scientifica pubblicata nel 2021 spiega che i raggi UVA favoriscono la produzione di radicali liberi nel derma e alterano il funzionamento dei fibroblasti, contribuendo così al fotoinvecchiamento della pelle.
Wang H. et al. Fotoinvecchiamento: meccanismi e prevenzione. 2021.
→ Consulta lo studio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8597149/
L’esposizione ripetuta riduce progressivamente le riserve di collagene
Una rivista pubblicata nel 2025 conferma che l’esposizione ripetuta ai raggi UV comporta una progressiva diminuzione della quantità di collagene presente nella pelle. Questa perdita è associata a una riduzione della compattezza, a una diminuzione dell’elasticità e a una maggiore comparsa delle rughe.
Fotoinvecchiamento e rimodellamento della matrice extracellulare cutanea. 2025.
→ Consulta lo studio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12018068/
Le ricerche più recenti confermano il ruolo centrale delle MMP
Una rivista pubblicata nel 2024 sottolinea che le metalloproteinasi della matrice (MMP) svolgono un ruolo chiave nei meccanismi responsabili dell’invecchiamento cutaneo indotto dai raggi UV e della degradazione delle fibre di collagene.
Le metalloproteinasi della matrice nell’invecchiamento cutaneo. 2024.
→ Consulta lo studio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11626319/

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Domande frequenti
Il collagene perso durante l’estate si rigenera naturalmente?
La produzione di collagene non si arresta mai completamente, ma rallenta progressivamente con l’avanzare dell’età e a causa delle ripetute aggressioni esterne. Una protezione solare adeguata, una buona idratazione, un’alimentazione equilibrata e un apporto sufficiente di vitamina C, che contribuisce alla normale formazione del collagene, aiutano a preservare a lungo la qualità della pelle.
È sufficiente una crema solare per proteggere il collagene?
La protezione solare è la prima misura da adottare, ma da sola non basta. Anche il calore, il vento, il sale marino e il cloro possono indebolire la pelle. Una protezione solare ad ampio spettro, abbinata a una buona idratazione e al risciacquo dopo ogni bagno, contribuisce a limitare queste aggressioni.
Bisogna evitare del tutto il sole in estate?
No. L’obiettivo è esporsi in modo ragionato: privilegiare le ore in cui l’irraggiamento è meno intenso, applicare una protezione solare adeguata ed evitare esposizioni prolungate senza protezione. Non si tratta di evitare il sole, ma di adottare le giuste abitudini.
Gli integratori a base di collagene sono utili in estate?
Possono integrare un’alimentazione equilibrata e una routine di cura della pelle. Le formule che associano il collagene alla vitamina C rivestono particolare interesse, poiché quest’ultima contribuisce alla normale formazione del collagene per garantire il normale funzionamento della pelle. Tuttavia, non sostituiscono le misure essenziali di protezione quotidiana.
L’abbronzatura protegge dai raggi UVA?
No. L’abbronzatura è una reazione naturale di difesa della pelle contro i raggi UV, ma non costituisce una protezione sufficiente. I raggi UVA continuano a penetrare in profondità e contribuiscono al fotoinvecchiamento, anche quando la pelle è abbronzata.
Quanto tempo occorre per notare gli effetti di una buona protezione della pelle?
I benefici di una routine regolare di protezione solare, idratazione e uno stile di vita sano si manifestano gradualmente, solitamente nel corso di diverse settimane. La regolarità di questi gesti è più importante delle azioni sporadiche per preservare a lungo termine la qualità della pelle.
In poche parole
L’estate è la stagione in cui il collagene è maggiormente esposto alle aggressioni esterne. I raggi UVA, il calore, il sale, il cloro, il vento e lo stress ossidativo agiscono insieme, spesso in modo invisibile, per poi manifestarsi progressivamente con una pelle più secca, meno tonica e meno elastica.
La buona notizia è che questi effetti non sono affatto una inevitabilità. Una protezione solare adeguata, una buona idratazione, un’alimentazione ricca di antiossidanti e un apporto sufficiente divitamina C contribuiscono a preservare a lungo termine la qualità della pelle.
Prendendovi cura della vostra pelle per tutta l’estate, non solo proteggete la vostra abbronzatura, ma contribuite anche a preservare il vostro capitale di collagene e a limitare gli effetti del fotoinvecchiamento a lungo termine.